sabato 27 novembre 2010

Le interviste ai nostri candidati, Sarah Buono

















Ecco il terzo e ultimo dei nostri candidati per i collaboratori al congresso FNSI. Least but not least, direbbero gli inglesi, perché si tratta di Sarah Buono, una delle fondatrici sempre in prima linea dei FreeCcp e una delle curatrici di questo blog. Dopo discussioni e battaglie è arrivato dunque il suo momento. Sarah, 28 anni è collaboratrice del Corriere di Bologna.

Oh ssignur! E che è questa posa da guerrigliera rivoluzionaria? Ci spaventi gli elettori, Buono!
Macchè rivoluzione e rivoluzione! Ho sempre sognato di fare la giornalista fin da piccola: in terza elementare avevo fondato il magazine “notizie dal corridoio” di cui ero direttore responsabile e inviato speciale, scavavo nel marcio della gestione della biblioteca a cui contestavo il basso numero di libri gommosi. La mia natura rivoluzionaria è tutta qua.

Ma con quel visino dolce dolce che ti ritrovi, in fondo al cuore sarai certamente una romanticona…Dì mò in cosa sei laureata, orsù!
Storia dell’arte. E zitti e mosca, soprattutto da chi ha un titolo in scienze delle merendine :)

E che c’azzeccano Vasari, Canova e Michelangelo con il giornalismo? Che fine avevano fatto le velleità giovanili?
In realtà con il passare degli anni (e di pari passo con la scalata del prototipo di giornalismo berlusconiano) mi allontanai dal mondo della carta stampata e scelsi l’arte. In un progetto di vita completamente dadaista e situazionista mi trasferii in Inghilterra a fare la videogame-tester, in fondo sempre di parole si trattava. Nei due anni di duro lavoro davanti alle tastiere e agli schermi, mi accorsi che non tutti i diritti dei lavoratori venivano tutelati e mi operai al riguardo. Dopo una chiacchierata in uno strano slang italo-inglese con il mega super boss dell’azienda capii che sarei sempre stata considerata LA rompicoglioni per eccellenza. Accolsi con giubilo la scoperta e mi comportai di conseguenza già nel corso di uno stage (non pagato è chiaro) che feci presso l’Unesco. Di tutto il gruppo fui l’unica a non aver l’attestato finale.

E poi che è successo?
Anni di abusi di amaro del capo hanno reso molto confusi gli anni successivi, so solo che tra peripezie e viaggi (soprattutto mentali) approdai al giornalismo. Quotidiani, settimanali e qualche mensile. Tante le battaglie da portare avanti, troppe per rimanere arroccata nella mia solitaria natura di guerriera anarchica. Si fondarono i Free Ccp e il resto, beh… ormai dovreste conoscerlo. Insieme abbiamo conquistato posti chiave nell’Ordine dei giornalisti nazionale e regionale e ora tentiamo il colpaccio nel sindacato.

Dajene!
Molti di noi non sono nemmeno iscritti, “prendo dieci euro a pezzo, secondo te posso spenderne 50 per un sindacato che permette queste paghe coreane?”, e non posso e non voglio contestarli: oggi però vi invito a guardare al futuro e a riflettere sull’utilità di un sindacato che possa e voglia davvero rappresentarci e difenderci. La battaglia è lunga, faticosa e priva di mezzi se non quelli che potete fornirci voi.

Qualcosa però è già stato ottenuto, giusto?
Ad esempio con quel po’ di casino che abbiamo fatto, siamo riusciti a far calare le quote di iscrizione al sindacato! $5 euro invece di 50 per i collaboratori, 70 invece di 100 per i professionali. E all’Ordine i consiglieri Free Ccp portano idee e proposte che mai si erano sentite prima. Bisogna fare lo stesso ovunque, anche nel sindacato!

Il momento ti sembra propizio?
Quando Paola Caruso, prima giornalista precaria a effettuare uno sciopero della fame per raccontare le nostre vite da fame, ha scritto sul suo blog che “l’obbiettivo è ribellarsi al sistema che ci tiene sotto scacco, cambiare le regole” aveva ragione, ma ne ha ancora di più quando conclude “da sola non posso farlo”.

2 commenti:

  1. ma il fatto che io sia anche un bel donnino non lo vogliamo aggiungere?

    RispondiElimina