martedì 11 ottobre 2011

Soccorso precario, le risposte alle domande più comuni


Ripubblichiamo per i nostri lettori utilissime domande e risposte fornite dall’avvocato Bruno Del Vecchio e diffuse dal Sindacato giornalisti del Veneto. I temi vanno dalla previdenza ai contrattini passando per modalità di retribuzione e tempi di pagamento. I problemi che freelance, precari e atipici del giornalismo si trovano a dover affrontare tutti i giorni. (Qui il post originale)


1) Quali sono i tempi di pagamento previsti per i contratti di collaborazione, laddove non sono specificatamente indicati nel contratto?
Nei rapporti autonomi, come la collaborazione coordinata e continuativa, i tempi di pagamento sono stabiliti in accordo tra le parti. Se non vi è l’accordo, si può chiedere l’applicazione del Dlgs. n. 249 del 2002, che prevede, trascorsi 30 giorni, il diritto alla corresponsione di interessi.

2) Quali sono gli strumenti a disposizione se l’editore non vuole farmi fare nessun contratto?
Non esiste, nel nostro ordinamento, un generale obbligo a stipulare contratti.
3) Che cosa ci deve essere in un contratto di collaborazione perché sia fatto secondo le regole?
Non è possibile dare una risposta di carattere generale; ogni contratto, per essere realmente efficace e strumento chiaro di tutela, deve essere redatto secondo la particolare fattispecie di interesse.

lunedì 10 ottobre 2011

Dopo Firenze, le nuove iniziative


La bozza della Carta di Firenze c’è. Arrivata dopo due giorni di lavori di quasi quattrocento giornalisti arrivati al teatro Odeon per la manifestazione «Giornalismi e giornalisti: libera stampa liberi tutti». La due giorni, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, in collaborazione con Fnsi, Assostampa Toscana e Odg Toscana, ha visto collegati oltre 4000 utenti unici anche nella diretta streaming organizzata da Intoscana.it. Al termine della manifestazione, i colleghi arrivati da tutta Italia hanno approvato per acclamazione la bozza della nuova carta deontologica (scarica la bozza e scarica l'ordine del giorno "politico" approvato) che dovrà disciplinare forme di lealtà e collaborazione tra colleghi per porre un primo argine allo sfruttamento indiscriminato.

Un atto importante per tutta la categoria, che ha visto anche la partecipazione del presidente della Fieg, Carlo Malinconico. «Il compenso dei giornalisti deve essere proporzionato alla qualità e quantità del lavoro prestato» ha detto Malinconico nel corso di una tavola rotonda organizzata all’Odeon alla quale hanno partecipato anche il segretario dell'ordine nazionale dei giornalisti Giancarlo Ghirra, il segretario della Fnsi Franco Siddi e l'on. Enzo Carra, relatore del disegno di legge sull’equo compenso. Malinconico ha apprezzato l'intento di un altro strumento che si profila a tutela dei non contrattualizzati: la proposta di legge, il cui relatore alla Camera, Enzo Carra ipotizza l'approvazione entro l'inizio del prossimo anno, che prevede equità retributiva per tutti gli iscritti all'albo.

«La ‘Carta di Firenze’ – ha detto il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino – è un documento importante, ma nodo di tutto sta nelle ultime righe: e cioè che la violazione della carta comporta l'avvio di un procedimento disciplinare davanti all'Ordine dei giornalisti. Ma non deve essere certo intesa come un'iniziativa punitiva nei confronti di capiservizio, caporedattori o direttori bensì come una garanzia proprio a loro tutela, lo strumento attraverso il quale difendere la dignità di tutti i giornalisti, precari e non, e quindi anche la loro e di tutti i colleghi».

«La Carta di Firenze – ha detto il coordinatore del gruppo sul precariato Odg, Fabrizio Morviducci – non è la panacea di tutti i mali del precariato, ma ha il pregio di nascere da colleghi che vivono direttamente questa condizione professionale. Alle aperture della Fieg su questo terreno ora però seguano atti concreti: gli editori sottoscrivano la 'Carta'. La manifestazione di Firenze non esaurisce il nostro lavoro. Forti della rete nazionale creata all’Odeon, apriremo un forum su internet per monitorare le varie situazioni di difficoltà e per stare in contatto coi colleghi. Si confronteranno situazioni, dinamiche lavorative, contratti di lavoro. Una condivisione totale per essere consapevoli e informati su quello che accade. E non escludiamo neanche nuove iniziative collettive».

Anche il presidente della Regione, Enrico Rossi ha promesso il suo sostegno: insieme al gruppo di lavoro sul precariato dell’Ordine nazionale dei giornalisti, la Regione studierà forme anche sperimentali di contrasto al precariato giornalistico. Rossi ha incontrato a Palazzo Strozzi Sacrati il presidente Enzo Iacopino, il segretario Ghirra, il coordinatore del gruppo di lavoro sul precariato, Fabrizio Morviducci, il presidente di Assostampa toscana, Paolo Ciampi, oltre a una delegazione di precari composta da Giulio Gori (Toscana) e Martina Zambon (Veneto) offrendo la disponibilità della Regione per lo studio di forme di intervento che abbiano questi stessi obiettivi e che potrebbero essere avviare sperimentalmente in Toscana.

mercoledì 5 ottobre 2011

CGIL Piacenza e ASER-FNSI: “Lavoro piu' dignitoso per facchini e giornalisti precari”


Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”. Dignità. Questa è stata la parola d'ordine dell'incontro promosso a Piacenza da Cgil e Aser-Fnsi che hanno reso noto, partendo dall'articolo 36 della Costituzione, le iniziative messe in campo per la IV Giornata internazionale del lavoro dignitoso che cade il 7 ottobre. Sindacato confederale, con le categorie dei trasporti (Filt) e degli 'atipici' (Nidil), insieme al sindacato unitario dei giornalisti (Associazione Stampa ER, FNSI) hanno deciso di “dedicare la giornata del 7 ottobre al lavoro poco dignitoso dei facchini del Polo Logistico di Piacenza e dei giornalisti precari” hanno spiegato Paolo Chiappa della Camera del Lavoro di Piacenza, Camillo Galba della giunta Fnsi e Mattia Motta del direttivo Aser. Si è parlato di giornalisti precari “pagati poco e male”, di condizioni di lavoro che cozzano con “il ruolo di primaria importanza” che rivestono i precari nei giornali e non solo. “Nei giornali locali, su tre articoli che si guadagnano la prima pagina del giornale, due sono scritti da collaboratori precari pagati a pezzo, questo per rispondere a chi sostiene che i giornalisti precari non si occupano di notizie importanti”.

FACCHINI – La Cgil ha reso noto che il 7 ottobre partirà a Piacenza l'iniziativa “Un camper di diritti”, ossia un ufficio sindacale 'mobile' che partirà dall'area logistica di Monticelli per arrivare al Polo di Le Mose – dove trovano sede diversi hub di giganti della logistica – con l'obiettivo di far emergere quelle situazioni di lavoro indegne venute alla luce in questi mesi.

GIORNALISTI – Il 7 ottobre è una tappa fondamentale del percorso intrapreso dall'Aser verso un lavoro più dignitoso dei giornalisti precari. Due gli appuntamenti a Firenze per quella data. Al Cinema Odeon è in programma una due-giorni dal titolo “Giornalisti e giornalismi”. L'obiettivo è dar vita alla ‘Carta di Firenze’, uno strumento deontologico innovativo per disciplinare modelli virtuosi. La carta normerà condotte e comportamenti che potranno diventare anche oggetto di procedimento disciplinare ordinistico o sindacale in caso di violazione. Inoltre, negli stessi giorni, FNSI con tutta la sua Commissione Lavoro Autonomo, sara' protagonista di un seminario internazionale con i sindacati dei giornalisti d'Europa. Al centro dell'incontro un'equa retribuzione del lavoro giornalistico precario.

Galba ha sottolineato gli aspetti più critici della manovra per quel che concerne il lavoro giornalistico. “Con la Cgil ci siamo visti il 3 ottobre 2009 per la manifestazione contro la legge-bavaglio, e ora siamo ancora qui in una situazione analoga” ha detto Galba citando la norma che rischia di mettere il bavaglio al web e alla cronaca giudiziaria. Il sindacato unitario dei giornalisti ha poi ringraziato la Cgil di Piacenza “per aver pensato al lavoro giornalistico come uno di quelli più disastrati e aver dato vita a questa iniziativa”. Le norme inserite dal Governo nella manovra economica partorita ad agosto, non fanno che aggravare la situazione del lavoro giornalistico. “Si introduce la possibilità di riprendere in video i propri dipendenti: non si capisce come si possa conciliare questa norma con i giornalisti che sono tenuti al segreto professionale sulle fonti – ha sottolineato Galba –. Si parla dell'obbligo dell'assicurazione per gli eventuali danni arrecati dal collaboratore all'editore, ma come fa uno a farsi un'assicurazione quando prende cinque euro al pezzo? Si vuole introdurre la partita Iva obbligatoria per i non contrattualizzati, ma al di sotto di una certa soglia questa è un costo più che un'opportunità”. Le attuali condizioni dei giornalisti precari “espongono i colleghi ad una ricattabilità strisciante” ha aggiunto Galba che, al termine, ha reso noti gli ultimi sviluppi della vertenza con Telemec spa su Teleducato Piacenza. “Abbiamo firmato il contratto di solidarietà – ha detto – ed il primo giorno di applicazione è stato subito violato dall'editore”.