martedì 26 aprile 2011

La risposta giusta!

Prendendo spunto da un'illuminata, i Free CCP lanciano la campagna “La risposta giusta!”.

Da diversi mesi monitoriamo costantemente le numerose offerte di lavoro sul web (basta farsi un giro per esempio su Lavori Creativi) in cui generosi mecenati propongono collaborazioni “valide ai fini del tesserino”, “per entrare gratis ai concerti che ti piacciono”, “per far conoscere il tuo nome” o più semplicemente “perché fa figo”. Tutto, e a volte anche meno, per il compenso di uno/tre euro ad articolo/post, quando va bene.

Oltre ad invitarvi a segnalarci tutte le “offerte” simili (alla nostra mail freelance.emiliaromagna@gmail.com o sulla pagina “giornalisti” di Facebook) vi proponiamo una risposta già pronta a cui aggiungere solamente i dati personali: usatela, fatela girare, diffondetela, spammatela!

Gentili,
Purtroppo, trovo a dir poco inadeguata la cifra che proponete per la collaborazione sul vostro blog/testata e preferirei piuttosto collaborare gratuitamente con un’altra testata. Ho dalla mia num. anni di esperienza come giornalista/redattore di politica/cultura/etc… presso testata, una laurea e un’ottima conoscenza del web sia per motivi professionali sia per motivi personali.
La retribuzione di un euro a post è semplicemente inadeguata non solo per le motivazioni di cui sopra o per l’esperienza di un eventuale candidato alla posizione di blogger che offrite, un euro a post è inadeguato perché svaluta il lavoro di scrittura che un professionista del settore fa, o intende fare, collaborando con voi. Come pensate che una retribuzione di 1 euro a post possa garantire al vostro blog/testata non solo la quantità dei contenuti ma soprattutto la qualità?

Scrivere, sanno scrivere tutti, è vero.

Ma scrivere per il web o per la carta stampata non è scrivere una mail a un amico, un commento su facebook o un post nel proprio blog personale. Scrivere ha standard da rispettare e richiede competenze e abilità, competenze e abilità che vanno retribuite adeguatamente, tanto quanto retribuireste adeguatamente un idraulico, un meccanico o un informatico. La scrittura richiede la stessa preparazione, anche quella per il web. Le opinioni vanno articolate proprio come in un articolo per la carta stampata, gli errori ortografici vanno evitati nello stesso modo e, in più, bisogna tenere in considerazione gli standard e le regole SEO.


Tutto questo per un euro a post? Sinceramente amareggiata/o,

Nome Cognome

martedì 5 aprile 2011

Daje de tacco e daje de punta

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana incontra il coordinamento della manifestazione 9 aprile "il nostro tempo è adesso".

Il precariato e le difficili condizioni del lavoro autonomo giornalistico sono una grave alterazione del mercato del lavoro che colpisce le persone e, alla lunga, è motivo di sofferenza per il sistema dell’informazione, dove visioni editoriali miopi, aggredendo anziché valorizzare il lavoro professionale, finiscono nella trappola di un mercato fatto di concorrenza sleale. La Fnsi da tempo sollecita un’inversione di tendenza e di marcia, di carattere culturale e politico, chiamando nel contempo le parti imprenditoriali alle loro responsabilità industriale e sociale. In questo quadro tutte le iniziative che tendono a porre in primo piano nell’agenda pubblica del Paese la lotta al precariato e le iniziative per il suo superamento meritano ascolto e attenzione.

Per questo oggi i vertici (Segretario Generale Franco Siddi, Presidente Roberto Natale, Responsabile per il piano contro il precariato Fabio Azzolini e i membri di Giunta Leyla Manunza, Paola Vescovi e Carlo Parisi) della Fnsi hanno tenuto, nella loro sede nazionale a Roma, un incontro con le rappresentanti del comitato promotore della manifestazione civica del 9 aprile contro il precariato. Si è trattato di un momento di valutazione e approfondimento intenso sulla piattaforma di una “manifestazione aperta”.

Gruppi e reti di giornalisti saranno presenti alla manifestazione.

La Fnsi conferma e rafforza il proprio impegno concreto per affrontare i nodi del precariato e delle anomalie dei rapporti di lavoro autonomo che sempre più spesso sono forme di sfruttamento vero e proprio, incoraggiando dialogo e prosecuzione di tutte le espressioni della categoria, sin dai livelli di base delle Associazioni regionali di stampa.

Il movimento dell’opinione pubblica ha la sua importante valenza. L’informazione ha il dovere di prestare sempre di più attenzione alle urgenze di intervento contro l’elusione degli obblighi sociali e della contrattazione per combattere le forme di inquadramento anomalo, per esigere giusti compensi per le prestazioni professionali autonome, per un welfare dignitoso che metta tutti i lavoratori e le lavoratrici nella condizione di pari cittadinanza. Sono necessari anche interventi legislativi e chiare norme per superare lavoro nero e precariato in un’ottica di tutela dei diritti del lavoro come diritti umani fondamentali.

I temi del precariato devono diventare assolutamente centrali nell’agenda pubblica del Paese.

Come parte sociale, la Fnsi confida anche nell’attività diffusa di iniziativa sociale e sindacale dei colleghi per rafforzare, con speranze di successi migliori del passato, storiche battaglie per la stabilizzazione dei posti di lavoro precari, per il giusto compenso dei freelance, per una previdenza che assicuri un unico regime contributivo e uguali prestazioni per tutta l’area del lavoro autonomo.

Durante l’incontro è stato anche riconosciuto quanto sia necessario saper combinare le iniziative di base con il rafforzamento del sistema delle rappresentanze, inclusivo e sempre meno corporativo, per efficaci azioni di lotta al mercato selvaggio del lavoro in tutti i settori, da quelli pubblici a quelli privati e, ovviamente, tra questi, quello dell’editoria dove si gioca una partita fondamentale per la libertà e la dignità di tutti.

Frattanto la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, per la sua parte, su queste materie continuerà l’interlocuzione istituzionale, cominciata con l’audizione fatta dalla Commissione Lavoro del Senato, con gli editori, contemporaneamente con il negoziato della parte economica del contratto, e con tutto il sindacalismo confederale, attraverso la richiesta di confronti diretti bilaterali.

FNSI

lunedì 4 aprile 2011

Tu quoque precario?

Bamboccioni, diversamente occupati, contrattisti a termine, stagisti, in prova, a cottimo, praticanti o più semplicemente precari?

Sono tante le definizioni coniate per descrivere la nostra generazione ma la più calzante rimane “precario” : lo siamo noi giornalisti, lo sono i nostri fratelli avvocati, le nostre sorelle al call-center, gli amici in fabbrica, i fidanzati ricercatori. È difficile parlare di se quando l’unica caratteristica comune è un senso di spaesamento, è l’esser frazionati e, troppo spesso, non vedere il proprio futuro oltre il misero orizzonte del rinnovo annuale (nella migliore delle ipotesi) di un contratto. A quanti di noi è capitato di scrivere di precari costretti alla fame? A quanti di noi è capitato di non crederci più? A fine giornata vi chiedete quanto potrete ancora durare in queste non-condizioni lavorative?

«È ora, è ora, potere a chi lavora!» gridavano anni fa i compagni operai a cui ci accomuna come allora la meschinità di una vita decisa da altri e priva di libertà. La libertà di poter costruire un futuro, la libertà di essere adeguatamente retribuiti, la libertà di essere rispettati.

Il 9 aprile, per la prima volta in assoluto, i precari italiani scenderanno in piazza gridando che “il nostro tempo è adesso: la vita non aspetta”.

Anche Bologna farà sentire la propria voce e i Free CCP saranno in prima linea. In allegato trovate la locandina e l’appello scritto dai numerosi coordinamenti aderenti e a breve vi aggiorneremo con gli appuntamenti bolognesi per il 9 aprile sperando di avervi al nostro fianco: per ora rimane confermato il ritrovo in piazza San Francesco alle 17.00.

Diffondete la voce, scrivetevene sui giornali e spammate senza pietà il collega, il vicino, il lattaio sotto casa e gli amici al bar!