domenica 11 luglio 2010

Cesura, censurae, censura, censuram?

Seconda puntata della rubrica-riflessione dei Free C.C.P. sul mondo dell'informazione e del giornalismo.
Nicola Borzi, membro del CdR del Sole 24 Ore, scrive al collega Christian Rocca, ex Foglio.

LETTERA DI NICOLA BORZI INVIATI AI COLLEGHI DEL SOLE 24 ORE
Rocca,
Ti scrivo da collega a collega e non come rappresentante del Comitato di Redazione.
Ti scrivo per dirti che credevo di averle viste tutte, in quasi vent'anni di professione, ma mi sbagliavo. Disturbo il tuo lavoro di "inviato multimediale" del nostro giornale con una email che ti giungerà totalmente inaspettata, visto che in questo primo mese di lavoro al "Sole 24 Ore" non abbiamo avuto modo di conoscerci personalmente. Devo dirtelo, per onestà: non ci tengo a conoscerti personalmente. Ti leggo da molti anni ormai, prima sul "Foglio", poi sul tuo blog "Camillo", oggi sul mio stesso giornale e quel che leggo mi basta - e avanza, purtroppo -.

Credevo che gli anni potessero servire a un giornalista a mettere a frutto le proprie esperienze positive e anche negative, a imparare - in una parola - anche dai propri errori. Evidentemente mi sbagliavo.

Me l'hai dimostrato ieri con il tuo articolo "Il successore di Petraeus al CentCom sembra un eroe da film di Harrison Ford, anzi lo è" pubblicato sul sito del nostro giornale.

Hai scritto "L'uomo che per conto di Barack Obama guiderà il CentCom, ovvero il Comando centrale delle Forze armate americane a Tampa, in Florida, è James Mattis, il generale dei marines che dall'8 al 20 novembre 2004 sotto la guida di George W. Bush ha riconquistato la città irachena di Falluja al termine di una delle più violente battaglie militari degli ultimi anni... ".

Beh, hai dimenticato di ricordare che a Fallujah i Marines comandati da Mattis utilizzarono il fosforo bianco sulla città, stipata di insorti ma anche di civili. Non lo usarono "per illuminare" gli obiettivi militari nei combattimenti notturni, ma in un operazioni dal significativo nome "shake and bake", "scuoti e cuoci".

Rainews24 testimoniò con le immagini di un documentario famoso di Sigfrido Ranucci e Maurizio Torrealta. Documentario che tu contestasti pesantemente, dando ai colleghi che lo girarono e al loro direttore appellativi indicativi della tua visione del mondo e della professione.

"Sigfrido Ranucci è quel giornalista al servizio della più bolscevica televisione del mondo occidentale, diretta del postcomunista Roberto Morrione. Rainews24 purtroppo è vista da pochi italiani, viceversa il Cav. non avrebbe bisogno di fantomatici sondaggi americani per godersi il sorpasso su Prodi", scivesti nel post "Raibufale24" sul tuo blog il 15 marzo 2006.

giovedì 8 luglio 2010

Sciopero!

Tra i molti giornali – quasi tutti – che oggi annunciano lo sciopero, diversi ospitano in prima pagina le ragioni della loro scelta se lavorare o no per essere in edicola domani (thanks to Il Post).

A cominciare da Repubblica:

Domani non usciranno i quotidiani, taceranno i notiziari televisivi e radiofonici per lo sciopero nazionale dei giornalisti contro la “legge bavaglio”. Può sembrare una contraddizione davanti ad una legge che limita la libertà d’informazione, firmata da un Premier che invita i lettori a scioperare contro i quotidiani. In realtà è un gesto di responsabilità dei giornalisti italiani per denunciare il governo e richiamare l’attenzione di tutti i cittadini sulla gravità di una norma che colpisce insieme la tutela della legalità, il contrasto al crimine e la libera e trasparente circolazione delle notizie.
[...] Questo sciopero è anche l’unico modo, in uno sfortunato Paese di improprio monopolio televisivo, per portare a conoscenza del pubblico delle televisioni ciò che sta avvenendo nel circuito tra il potere, la giustizia, l’informazione e la pubblica opinione: e cioè il tentativo con la legge di ostruire questo circuito, perché i magistrati che indagano vengano limitati nel loro lavoro di ricerca delle prove, i giornalisti che informano debbano tacere, e i cittadini che possono giudicare rimangano al buio.

L’editoriale di Repubblica non è firmato, mentre il Corriere della Sera affida la sua linea in prima pagina a una giornalista, non a un commentatore, Fiorenza Sarzanini.

Una giornata di silenzio che in realtà serve a parlare. Una giornata senza radio, televisioni, giornali e siti Internet per far sì che siano i cittadini a rivendicare il proprio diritto a essere informati. Perché la protesta indetta dalla Federazione nazionale della stampa non è la difesa corporativa dei giornalisti, ma il grido di allarme di chi si preoccupa per gli effetti che avrà la nuova legge sulle intercettazioni: limiti forti alla possibilità di diffondere notizie; di fare informazione.

mercoledì 7 luglio 2010

Censura, censurae, censura, censuram?

Inizia da oggi (con precaria e altalenante costanza vi avvertiamo) una nuova rubrica per riflettere con occhio cinico e libero sulle derive che il giornalismo italiano e non rischia (o è già tardi?) di intraprendere. Censura? Auto-censura? Poteri forti? Congiunzioni astrali sfavorevoli?
Il Corriere della Sera e la Repubblica hanno raccontato l'episodio degli agenti immobiliari costretti a camminare sui carboni ardenti nell'ambito di una convention motivazionale senza citare il nome della agenzia (cit. "uno dei più importanti gruppi italiani") poi giustamente rivelato con spirito provocatorio dal Manifesto (è Tecnocasa per la cronaca), perchè?
Ce lo si domanda con questo pezzo pubblicato su Il Post.

lunedì 5 luglio 2010

So-so-solidarietà

I Free CCP esprimono solidarietà ai colleghi abusivi e precari che compongono l’intera realtà lavorativa di Repubblica Parma.

L’annuncio dell’azienda di voler chiudere la redazione e far curare la testata online dalla redazione di Bologna preoccupa molto rispetto al destino dei colleghi parmensi. I Free CCP hanno per questo già segnalato la vicenda alla Commissione Lavoro Autonomo della Fnsi.

Per i colleghi di Repubblica Parma ci sono al momento solo nebulose prospettive.

SEI tra professionisti e pubblicisti tutti contrattualizzati secondo l’ articolo 2222 del codice civile (che regolamenta il lavoro autonomo con contratto d'opera) e di fatto costretti fin dall’insediamento della redazione, due anni fa, a svolgere mansioni di vero e proprio desk, aprendo e chiudendo il giornale, garantendo la copertura quotidiana e festiva attraverso turni, seguendo da abusivi i temi più delicati di nera e giudiziaria.

I pagamenti per tali mansioni, che comprendono anche la fornitura di foto e video, sono stati ben al di sotto di quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro giornalistico.

Tutto questo è accaduto in barba a ogni diritto che pure deve essere garantito a giornalisti iscritti all’Ordine, nel silenzio degli organi deputati al controllo. Per i colleghi parmensi adesso il cdr di Repubblica si impegna al rinnovo dei contratti già andati in scadenza e al confronto con l’azienda sull’inserimento nell’organico del gruppo.

Apprezziamo l’impegno del cdr e in attesa di tutto ciò ricordiamo che il ruolo lavorativo di “corrispondenti dal territorio” prospettato in questi giorni ai colleghi parmensi deve essere regolamentato secondo le apposite norme del contratto nazionale di lavoro giornalistico. E’ prassi consolidata che il contratto nazionale di lavoro giornalistico sia disatteso: lo sfruttamento del lavoro è un cancro che come Free CCP ci impegneremo sempre ad estirpare con l’unico diritto che ormai ci è rimasto.

Quello alla denuncia.

sabato 3 luglio 2010

Cronache dall'Odg regionale

E dopo i resoconti dei nostri consiglieri nazionali arrivano calde calde anche le cronache della nostra consigliera dell'Odg regionale Michela Suglia. D'ora in poi il nostro blog racconterà attentamente cosa succede durante le riunioni a Strada Maggiore 6. Questo per permettere a voi colleghi (e elettori) di monitorare l'operato della nostra consigliera e di tutto il coordinamento. Un modo anche per rispondere a chi ritiene che la nostra presenza all'Ordine sia inutile: noi porteremo le nostre proposte più agguerriti che mai e ve le racconteremo qui passo passo.
Dunque, si comincia, ecco a voi le cronache delle prime due riunioni

Leggi le cronache (clicca sotto)